
È uscito per Carocci Editore il cofanetto di due volumi Osvaldo Polimanti e le origini della cinematografia scientifica, a cura di Lorenzo Lo russo, Virgilio Tosi e Giovanni Amadori, contenente la traduzione dal tedesco del saggio “L’utilizzo della cinematografia nelle scienze, nella medicina e nell’insegnamento” (titolo originale “Wissenschaftliche Kinematographie”) di Osvaldo Polimanti, fisiologo umbro nato nel 1869 a Otricoli, in provincia di Terni, e qui defunto nel 1947 dopo un’intensa attività di ricercatore in Germania.
In questo pionieristico saggio del 1920, pubblicato dall’editore e fisiologo tedesco Franz Paul Liesegang e finalmente tradotto per la prima volta in italiano, Polimanti analizza con grande lucidità il contributo del cinema al progresso della scienza e delle sue applicazioni.
Forse non tutti sanno che la nascita della scienza cinematografica, prima di conquistare le masse grazie ai fratelli Auguste e Louis Lumière, rappresentò una rivoluzione culturale anche in campo medico, fornendo un modo del tutto nuovo di osservare e analizzare la realtà con la possibilità di modificare a piacimento i rapporti spazio-temporali della visione.
Perciò questo saggio è anche un omaggio alla storia del cinema e in particolare al cinema meno noto, quello utilizzato come mezzo di conoscenza nei diversi settori socio-culturali, che ha permesso uno sviluppo delle tecniche cinematografiche e dei diversi settori scientifici, dalle scienze pure a quelle umanistiche, dando le fondamenta anche per il più conosciuto o popolare cinema spettacolo o di intrattenimento.
Polimanti prefigura fin dal 1920 l’utilizzo futuro del cinema nelle scienze, per quanto riguarda ad esempio le previsioni del tempo e le modificazioni climatiche (meteorologia), la trasmissione delle immagini in medicina (telemedicina), l’informazione scientifica (divulgazione e documentari scientifici), la diffusione delle immagini nell’ambito della conoscenza sociale e politico-economica (giornalismo televisivo e della rete informatica), l’educazione scolastica e l’insegnamento universitario (audiovisivi e strumenti computerizzati).
Osvaldo Polimanti riesce ad intuire che molte sue individuazioni si sarebbero realizzate con successo e soprattutto con quell’opportunità di riscontro per la missione medica che, nel primario bene della salute, perpetua quella tensione ideale volta a favorire le migliori risposte per la salvaguardia della vita in un suo accresciuto livello di benessere generale
spiega il neurologo dr. Lorenzo Lorusso, coautore e curatore del libro, presentato pubblicamente al Salone Internazionale del libro di Torino nel maggio del 2011.


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